Il Palazzo dei Leoni

Il Palazzo dei Leoni

Breve descrizione del monumento

In questo palazzo l'arte nasride raggiunge il suo massimo splendore, con una bellezza di sensibilità e armonia incomparabili: la luce, l'acqua, i colori e una decorazione squisita ne fanno un vero piacere per i sensi. Si lasciano alle spalle le decorazioni più astratte e geometriche del periodo precedente per uno stile più naturalistico, senza dubbio per influsso cristiano, accresciuto dall'amicizia tra Muhammad V e Pietro I il Crudele, allora re di Castiglia.

Storia del monumento

Quando Muhammad V succedette al padre Yusuf I, non si limitò a terminare le riforme da lui iniziate, ma cominciò a costruire la sua grande opera, la magnifica eredità che ci ha lasciato all'Alhambra: il Palazzo dei Leoni. Questo palazzo ospitava gli ambienti privati della famiglia reale e fu costruito nell'angolo formato dai Bagni e dal cortile dei Mirti.

Il palazzo è formato da un cortile centrale circondato da gallerie di colonne, come un chiostro cristiano, che dà accesso a diverse sale: a ovest quella dei Muqarnas, a est quella dei Re, a nord quelle delle Due Sorelle, degli Ajimeces e il belvedere di Daraxa, e a sud quella degli Abencerrajes e l'harem. Non ci sono finestre verso l'esterno, ma c'è un giardino interno, secondo l'idea musulmana del paradiso: ciò che oggi è terra nel cortile era un giardino. Da ogni sala partono quattro ruscelli che vanno verso il centro: i quattro fiumi del paradiso. Le colonne sono unite da pannelli traforati che lasciano passare la luce: fusti cilindrici sottilissimi, anelli nella parte superiore, capitelli cubici percorsi da iscrizioni. Le lastre grigie di piombo servivano da ammortizzatori contro i terremoti. I due tempietti che avanzano sui lati opposti del cortile ricordano la tenda dei beduini: a pianta quadrata, sono coperti da cupole di legno che poggiano su pennacchi a muqarnas. La gronda è del XIX secolo. Tutta la galleria è coperta da un soffitto a intrecci.

Fontana dei Leoni

Secondo gli studi più recenti, i leoni proverrebbero dalla casa del visir ebreo Yusuf Ibn Nagrela (1066). Non si sa se fu costruita prima della sua morte; già allora lo si accusava di voler costruire un palazzo più grandioso di quello del re. Il poeta Ibn Gabirol (XI secolo) ha lasciato una descrizione quasi esatta della fontana. I leoni rappresenterebbero le dodici tribù d'Israele; due di essi hanno un triangolo sulla fronte, segno delle due tribù elette, Giuda e Levi. Risalgono all'XI secolo. La vasca reca lungo il bordo versi del ministro e poeta Ibn Zamrak che descrivono magnificamente la fontana stessa: «(…) Coppa così diafana, perla scolpita, orlata di perle d'acqua quieta; l'argento scorre tra le perle, fluido e anch'esso bianco e puro. Il solido e il liquido sono così affini che è difficile sapere quale dei due scorra (…)». La fontana è stata oggetto di un restauro, durante il quale i leoni hanno dovuto essere spostati.