Breve descrizione del monumento
È un gruppo di piccoli palazzi con una serie di strutture intorno, nati da un'esigenza puramente transitoria e ornamentale. Dal XVI secolo questi alcázar nasridi sono chiamati Casa Real Vieja (Vecchia Casa Reale) per distinguerli dagli edifici cristiani.
In questa zona si trovano:
- Il Mexuar: sala, oratorio, Cuarto Dorado e cortile.
- Il Palazzo di Comares: cortile dei Mirti, sala della Barca, Salone degli Ambasciatori.
- Il Palazzo dei Leoni: sala dei Muqarnas, cortile, sala degli Abencerrajes, sala dei Re, sala delle Due Sorelle.
- Le stanze dell'imperatore: belvedere, patio della Grata, giardino di Lindaraja.
Storia del monumento
Il recinto del Palazzo Reale si divide in tre zone indipendenti:
Il Mexuar, dove si amministrava la giustizia e si sbrigavano gli affari di Stato. C'era una camera sopraelevata, chiusa da gelosie, dove il sultano sedeva ad ascoltare le richieste dei cittadini senza essere visto. In fondo alla sala si trova un oratorio, una piccola stanza orientata verso La Mecca, riccamente ornata di stucchi, da cui si vede l'Albaicín.
Dopo la conquista, i Re Cattolici fecero modificare l'interno di questa sala, trasformandola in una cappella di cui si vede ancora la balaustra del coro.
L'esterno dei suoi muri ha subito così tante modifiche che è impossibile sapere com'era in origine. Quest'area amministrativa è preceduta da due cortili: nel primo restano i resti di una piccola moschea con il suo minareto, mentre il secondo, detto patio di Machuca, ospita la torre omonima.
L'insieme fu usato come residenza degli architetti che dedicarono la vita alla costruzione del monumento, tra cui Pedro Machuca, autore del progetto del Palazzo di Carlo V.
Verso l'interno si trovano il Cuarto Dorado, che deve il nome al soffitto rivestito di foglia d'oro, e il patio del Mexuar, con la sontuosa facciata del Palazzo di Comares, ornata di muqarnas, stucchi e azulejos e coperta da una gronda di legno di cedro con motivi di pigne e conchiglie.
Il Palazzo di Comares fu fatto costruire dal re Yusuf I e univa la funzione di rappresentanza della monarchia, per la gestione ufficiale degli affari di Stato, alla residenza privata del sovrano. Il centro del palazzo è occupato dal cortile dei Mirti, con gallerie porticate alle estremità. Il cortile ha avuto diversi nomi nel tempo; quello attuale si deve alle siepi di mirto, il cui verde vivo contrasta con il pavimento di marmo bianco.
È dominato dalla torre di Comares, che ospita il Salone degli Ambasciatori, dove il re, con i suoi visir, dava udienza ufficiale. La sala è cubica e sulle sue pareti non c'è angolo senza stucchi cufici (motivi calligrafici), ad ataurique (vegetali) e a intreccio (geometrici). La cupola stellata rappresenta il cielo. La precede la sala della Barca, alle cui estremità si trovavano le alcove del sultano.
A est del palazzo si trovano i Bagni di Comares, costruiti in stile musulmano sul modello delle terme romane. Tutta la decorazione attuale è di epoca cristiana, perché il cattivo stato dei bagni nei secoli ha richiesto diversi restauri e ricostruzioni.
Il Palazzo dei Leoni fu iniziato per ordine di Muhammad V, figlio di Yusuf I, come zona privata per la famiglia reale e l'harem. Prende il nome dalla fontana sorretta da dodici leoni di marmo nel cortile dei Leoni. Il recinto è un'allegoria del paradiso, un'oasi pietrificata in cui scorre l'acqua, e le 124 colonne con le arcate che sostengono simboleggiano un bosco di palme. È il primo cortile che adotta un nuovo modello architettonico: due canali d'acqua che nascono da zampilli posti all'interno di due grandi sale, quelle degli Abencerrajes e delle Due Sorelle.
Queste sale si trovano una di fronte all'altra e si distinguono per le splendide cupole di muqarnas. La tradizione popolare vuole che nella sala degli Abencerrajes, a quanto pare alcova del re, fossero sgozzati i cavalieri di quel nome, mentre il nome della sala delle Due Sorelle allude alle due enormi lastre di marmo ai lati della fontana centrale, che un poeta del XIV secolo paragonò a due sorelle. Al suo interno si trova il belvedere di Lindaraja, una stanzetta che fu luogo di svago della favorita del sultano e che, per la sua squisita decorazione, è uno degli angoli più belli dell'Alhambra.
La sala dei Muqarnas è la più semplice del Palazzo dei Leoni. Si trova all'antico ingresso del palazzo e deve il nome alla volta a muqarnas (elementi decorativi dell'arte nasride) che la copriva, demolita per il cattivo stato in cui rimase dopo l'esplosione di una polveriera nel 1590.
Un'altra sala del palazzo è quella dei Re, così chiamata per un dipinto sulla cupola di una delle sue tre stanze che rappresenta dieci sovrani. La sua disposizione la divide in sette parti: tre stanze quadrate separate da due campate rettangolari e alcove alle estremità. Questa distribuzione e la decorazione esaltano la luce che entra nella sala.

