Il Palazzo del Generalife

Il Palazzo del Generalife

L'ingresso al Generalife presenta una curiosa dualità. Da un lato, il suo aspetto esterno ha un carattere rurale innegabile, più simile a una fattoria che a un palazzo, in linea con la descrizione dell'almunia ispano-musulmana fatta da Ibn Luyun nel suo Trattato di agricoltura. Dall'altro, vi si accede attraverso due cortili successivi a livelli diversi, il che lo apparenta chiaramente all'ingresso del palazzo dell'Alhambra.

Il primo cortile, oggi chiamato patio del Descabalgamiento perché ha panche per scendere da cavallo, presenta due ali laterali forse usate dagli stallieri.

Il secondo si trova a un livello più alto ed era in origine circondato da gallerie ad arcate su tutti i lati tranne quello centrale, da cui si sale all'interno del palazzo.

Si entra nel palazzo vero e proprio da un piccolo portale con elementi in marmo e architrave piastrellato, nella cui chiave d'arco si ripete il motivo della chiave. Una scala introduce agli ambienti domestici, distribuiti intorno al patio dell'Acequia e dominati dal Padiglione Nord. Questo si apre con la consueta galleria porticata, con cinque archi e alcove alle estremità, che dà accesso alla Sala Regia e al belvedere di Ismail I.

Nella Sala Regia spiccano gli stucchi, le nicchie (tacas) e i preziosi capitelli a muqarnas. La distribuzione interna segue lo schema consueto, con alcove laterali incorniciate da archi. Notevolissima la cornice aggettante a muqarnas sotto la travatura del soffitto.

Giardini sotto il Palazzo del Generalife

Sotto il Padiglione Nord del palazzo si trova un piccolo giardino chiuso che esisteva già in epoca araba. Nel 1526 Andrea Navagero lo descriveva con edere che coprivano le pareti e una fontana che lanciava l'acqua a dieci braccia d'altezza.

A ovest di questo giardino, e collegato da scale ai giardini sotto la Galleria Ovest del palazzo, che si trovano più in alto, c'è un altro piccolo giardino tracciato nel 1928 da Torres Balbás dopo la demolizione dell'edificio addossato al Padiglione Nord.

Verso ponente, lungo tutta la galleria del patio dell'Acequia e a un livello inferiore, si trovano altri giardini che compaiono in un'incisione del viaggiatore Alexandre de Laborde dell'inizio del XIX secolo, sebbene con un disegno diverso da quello attuale.